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MONITORAGGIO E  VALUTAZIONE

La transnazionalita'

Il progetto in esame aderisce al progetto transnazionale Askos 2000, i cui obiettivi  sono:

-          il consolidamento  del network Askos 2000;

-          l’identificazione in ogni progetto nazionale delle buone prassi realizzate;

-          lo scambio di formatori, docenti, esperti, allievi

-          la diffusione di approcci creativi al modo di formare ed apprendere in situazioni i  rischio ed emarginazione giovanile

-          identificazione di pacchetti comuni di formazione

 

La partnership è stata costituita da sei organizzazioni di quattro paesi europei, che hanno contribuito al progetto transnazionale Askos 2000 attraverso  i seguenti progetti nazionali:

-          CAPE, Creative Arts Partnership in Education, Leeds (Gran Bretagna);

-          ZUFI Hauptstelle,  RAA, (Germania);

-          Work and family,  Kobenhavns Kvindedaghojskole , Copenhagen (Danimarca)

-          Vocational life planning for young mothers, Deutshes Rotes, (Germania)

-           Nippen Museum, Jugendhilfe und Schule di Colonia (Germania)

-          OLLA, Istituto San Giuseppe, Canosa di Puglia (Italia)

 

Tutti i progetti nazionali sono stati focalizzati sulla soluzione di problemi di lotta all’emarginazione di categorie deboli e a rischio attraverso forme d'inserimento in cicli formativi o attività culturali: giovani italiani e figli di emigranti italiani in Germania, giovani madri uscite dal ciclo d'istruzione ufficiale e con difficoltà nel recupero sociale e all’inserimento lavorativo, giovani immigrati turchi con difficoltà d'integrazione e d'identità culturale in paese straniero, giovani alla ricerca di collocazione al termine del ciclo scolastico minimo.

Ogni progetto ha affrontato localmente le difficoltà legate al proprio contesto, confrontandosi poi a livello transnazionale per condividere le buone prassi sperimentate, ottenere uno scambio di esperienze condotte parallelamente in tutti i paesi.

Le domande a cui la partnership ha voluto trovare una risposta comune ruotano intorno a temi molto rilevanti, quali:

-          gli approcci metodologici al disagio: approcci creativi, sociali e pedagogici per seguire il passaggio scuola/lavoro;

-          metodologie e percorsi per stimolare l’interesse dei giovani all’apprendimento;

-          tecniche per il riconoscimento delle capacità ed abilità dei giovani fuoriusciti dai cicli di formazione;

 

Le attività transnazionali hanno permesso di formulare un approccio più professionale ed aperto alla soluzione dei problemi del disagio di categorie a rischio, grazie ala volontà di trovare risposte comuni a questioni estremamente critiche riscontrate in tutti i paesi partners.

I partners hanno quindi individuato degli interrogativi-chiave a cui hanno cercato di trovare risposte oggettivamente valide, attraverso la condivisione del percorso dei singoli progetti; inoltre hanno approfondito la conoscenza dei rispettivi approcci al disagio per individuare tutte le aree di scambio possibili.

I partners hanno effettuato scambi di allievi e di formatori, nel rispetto della condivisione degli approcci e della libera circolazione e scambio delle esperienze; in particolare, per quanto riguarda il partner italiano, tre docenti del partner tedesco realizzante il progetto ZUFI hanno fornito docenza sul disagio giovanile nella fase di formazione formatori del progetto OLLA.

Inoltre allievi del progetto ZUFI sono venuti in Italia, a Canosa di Piglia, per un periodo di due settimane durante le quali hanno potuto verificare le modalità di lavoro dei loro coetanei impegnati nel progetto OLLA, visitando i laboratori artigianali, condividendo esperienze e confrontando aspettative.

 

La partecipazione de progetto OLLA al progetto transnazionale Askos 2000 ha sicuramente apportato notevole impulso alla crescita e degli operatoti e degli allievi; i primi, oltre alle occasioni di confronto a livello di meeting transnazionali (cinque, escluso il primo di start up), hanno potuto effettuare un confronto diretto con i partner forse più vicini alle tematiche affrontate in Italia (progetto ZUFI), i cui operatori hanno dato la massima disponibilità allo scambio e alla condivisione di esperienze.

 

L’apertura verso modelli di approccio diversificati e focalizzati sugli stessi elementi di lotta al disagio e all’emarginazione ha contribuito ad esaltare l'efficacia della partnership transnazionale, a vantaggio dei formatori e degli stessi allievi.

 

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