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CENNI STORICI SU CANOSA DI PUGLIA

Situata a circa 80 chilometri dal capoluogo pugliese, Bari, Canosa vanta una storia antica. Il suo territorio fu sicuramente abitato sin dal II millennio a.C. L’etimologia "Canusium" è incerta: fra l’altro c’è chi la collega alla presenza sul suo territorio del mitico eroe greco Diomede che vi avrebbe condotto i suoi "cani".

La città entrò ufficialmente nella storia nel 316 a.C. quando, conquistata la Daunia cui Canosa apparteneva, Roma la rese città federata.

Essa fu fra le poche città dell’Italia meridionale a mostrarsi nemica di Annibale, anche dopo la terribile disfatta dei Romani a Canne, nel 216 a.C., tanto da ospitare, con il nemico alle porte, i resti del grande esercito romano.

 


Nell’88 a.C. si ribellò a Roma, a testimonianza di una insofferenza verso ogni vile forma di ossequio; Roma la ridusse a municipio e le concesse solo le facoltà di eleggere magistrati che entrassero a far parte del Senato e di essere sede del governatore dell’Apulia.

Canosa è sempre stata un grande centro urbano e nodo stradale importantissimo, come testimoniato da geografi antichi come Strabone e letterati finissimi come Cesare, Cicerone e Orazio. Dal II sec. d.C. la città era infatti attraversata dalla via Traiana, di cui sono rimaste importanti vestigia. Era inoltre collegata con il mare Adriatico attraverso il fiume Ofanto che all’epoca era navigabile.

Importantissima nell’epoca imperiale, Canosa fu poi una delle prime diocesi cristiane. Fra i suoi primi vescovi ci fu lo storico Stercorio che partecipò al Concilio di Sardica nel 343 d.C. Tra tutti i Vescovi illustrissimo è San Sabino, che tra l’altro riuscì a conservare buoni rapporti con Totila, re dei Goti, durante la guerra greco-gotica (535-553) che coinvolse Canosa.

 

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