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LA DAUNIA

Il termine daunio viene usato comunemente per indicare quella civiltà fiorita nella Puglia settentrionale a partire dalla prima età del Ferro (tra IX e VIII sec. a.C.) fino al IV sec. a.C.

I Dauni erano un popolo dai caratteri ben definiti, pur essendo etnicamente e culturalmente affini ai peucezi e ai messapi, che occupavano rispettivamente la parte centrale meridionale della Puglia.

Le tre culture, daunia, peucezia e messapica, si svilupparono, infatti, dalla civiltà iapygia, giunta in Puglia tra XI eX sec. a.C., dalla costa orientale dell’Adriatico. DE JULIIS 1984, p. 137.

La ricerca archeologica negli ultimi anni ha consentito di completare e dettagliare il quadro complessivo di informazioni su questa civiltà.

Si è meglio evidenziata l’estensione del territorio abitato dai Dauni, nelle fonti antiche Tolomeo (<i>Geogr.</i> III, 1, 14) indicato come limitato alla zona compresa tra i fiumi Ofanto e Fortore, ma in realtà comprendente anche la riva destra dell’Ofanto, come indicano gli importanti rinvenimenti di Minervino, Canosa, Canne, Barletta, nonché Melfi, Venosa e Banzi, databili tra fine VII e V sec. a.C.

Si sono individuati diversi tipi di insediamento, con caratteristiche variabili a seconda delle caratteristiche geomorfologiche: quelli garganici arroccati su speroni rocciosi e difesi con muri a secco e fossati, come Monte Saraceno, oppure quelli di pianura, protetti da difese naturali, come la laguna nel caso di Salapia, o ancora  fortificati con un aggere di terra e un fossato, come Arpi.

La caratteristica fondamentale di questi insediamenti è che non possono essere considerati dei veri e propri centri urbani, ma piuttosto dei luoghi di rifugio, in caso di pericolo, per i nuclei di abitanti sparsi nel territorio.

Il tipo di abitazione è di solito una capanna straminea. Solo gli edifici ad uso pubblico presentano delle strutture in pietra.

Nella tipologia funeraria prevale l’uso e della deposizione in posizione rannicchiata su un fianco all’interno di tombe a fossa terragna. Solo a partire dal VII sec. compare una diversa tipologia di tombe più ricche, sempre a fossa, ma di dimensioni maggiori e con copertura di sassi e di schegge di calcare, appartenenti alle nuove élites della comunità daunia. DE JULIIS 1984, p. 152. Dal V sec. si diffonde la tipologia “a grotticella”.

Sostanzialmente quella daunia è una civiltà contadina e conservatrice, creatrice di una produzione artistica ricca e fantasiosa. Ma in centri costieri, come Canosa, più aperti ai contatti con altri popoli la produzione artigianale si fa più varia.

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