Esistono già molti studi dell’apparato industriale italiano, di quello a
contenuto tecnologico avanzato o quanto meno specialistico ecc., ma pochi
e disarticolati sono quelli relativi ai due settori sopracitati.
La nostra ricerca, pertanto, tenterà di esaminarne il peso economico complessivo,
le peculiarità, le caratteristiche operative, le problematiche commerciali,
le implicazioni strategiche, avvalendosi sia di dati forniti dalle associazioni
di categoria, dalle riviste specializzate, dalla letteratura di riferimento,
sia di interviste condotte presso operatori significativi e rappresentativi
dei due settori.
Dalle loro dichiarazioni e dalle loro testimonianze troveremo forse la risposta
alle seguenti domande: "E’ possibile una produzione artigianale, che
sia espressione di una creatività, segno del nostro tempo, contemporanea,
ma che proprio dalla storia muova i suoi presupposti? E’ possibile trovare
un rapporto vitale e di scambio creativo tra artigianato e produzione in serie?
."
Dalle loro parole capiremo quanto le radici siano essenziali, come
la tradizione vale nella misura in cui non si risolve in una chiusura nel
passato e arricchisce invece il presente, come deve essere incarnata nella
vita che viviamo, non ridursi unicamente a memoria nostalgica o peggio ancora
a ripiegamento archeologico, come la contemporaneità sia purtroppo poco propensa
a dar spazio e credito al nuovo.
Capiremo come lo sviluppo della produzione può passare solo attraverso una
rilettura di quanto la sapienza di un popolo ha manifestato, affermando una
"diversità" e unicità espressiva che denunci una "differenza"
culturale, perché attraverso questa possa arricchire e contribuire a un percorso
artistico, complesso, prezioso, carico di storia, fatto da mille altre diversità
tutte figlie comunque di una matrice e civiltà fatta di intrecci, scambi,
sovrapposizione, forme, colori, decori, riti, gesti, tecniche, usi, materiali,
che è la natura stessa della civiltà mediterranea.
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