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Subgeometrico Sud-Daunio I (Daunio I di Canosa)

La prima fase della ceramica daunia si colloca in un periodo che va dalle ultime manifestazioni del Geometrico Protodaunio, alla prima fioritura della ceramica geometrica bicroma.

A questa fase appartengono vasi fatti a mano e/o a ruota lenta, costituiti da parti costruite separatamente. L’argilla va dal colore beige al color crema e di solito è coperta da fasce decorate. Gli ornamenti sono colorati in bruno, alcune linee sottili sono in rosso scuro. I vasi sono cotti in una atmosfera ossidante intorno ai 900° C.

Un numero considerevole di manufatti di questa fase è realizzato da artigiani molto esperti e dunque si tratta di prodotti di elevata qualità: vasi dalle pareti sottili, ben rifiniti e minuziosamente decorati non sono un’eccezione.

Derivati da quelli protodauni per forme e sintassi decorativa, essi sembrano risentire in alcuni loro aspetti anche delle suggestioni di alcuni materiali importati dalla Grecia, come in particolare la ceramica protocorinzia, affine per l’accurato miniaturismo delle ornamentazioni.

Il Subgeometrico Sud Daunio I appartiene alle migliori ceramiche prodotte nell’ambito della tradizione decorativa dei vasi indigeni nel sud Italia.

Le forme individuate nel Daunio I di Canosa sono:

Forme ( Yntema 1990 figg. 217-218)

Fig 217


Fig. 218 forme dei vasi del Subgeometrico Sud Daunio I.

Cronologia

Il primo esemplare più o meno databile del Subgeometrico Sud Daunio I è un vaso chiuso frammentato, forse una brocca, che è stata rinvenuta in un contesto di Gravina Small 1976,  p. 121,   n. 152. e ascritto, con alcune cautele, al terzo quarto del VII sec. a.C.

I frammenti hanno affinità stilistiche sia con il Tardo Geometrico Daunio, che con il Subgeometrico Sud Daunio I (per la presenza dei motivi sospesi) e pochi sono gli esemplari simili. Essi segnano questa fase di transizione che può essere datata al terzo quarto del VII sec. a.C.

Già dall’ultimo quarto del VII sec. a.C. la Classe Olla su piede, presenta le sue caratteristiche tipiche. Questo è dimostrato dalle tombe recentemente rinvenute nella valle dell’Ofanto, due di queste sono state trovate a Lavello (tombe 277 e 279, fondo Casino) e datate fra 650 e 620. Bottini  1982. a.C. Altre tombe sono state scoperte a Canosa (Toppicelli, 1975 e 1989) e a Minervino Murge, e la datazione è la stessa delle due di Lavello.

Tenendo conto di questi rinvenimenti si può affermare che il Subgeometrico Sud Daunio I fu prodotto dal 650/625 al 550/525 a.C.

 

I primi vasi, ancora legati al Tardo Geometrico Daunio, possono essere datati al terzo quarto del VII sec. a.C., presto seguiti (nell’ultimo quarto di quel secolo) da vasi che avevano il caratteristico trapezio pendulo.

I vasi del Daunio I databili alla metà circa e al terzo quarto del VI sec. a.C. sono di solito di modesta qualità: alcune stranezze stilistiche indicano che questi vasi del periodo tardo erano realizzati in fornaci che ancora producevano Subgeometrico Sud Daunio I, quando le fornaci di rango superiore già producevano prodotti differenti bicromi, tipici del Subgeometrico Sud Daunio II.

Distribuzione (Yntema 1990, fig. 221)


 Fig. 221 Distribuzione della ceramica

Il Subgeometrico Sud Daunio I è lo stile regionale più ampiamente distribuito della tradizione della ceramica indigena del sud Italia.Yntema 1979,  pp. 13-19.

Naturalmente, era lo stile corrente regionale della parte bassa dell’Ofanto (siti di Canosa, Barletta, Canne, Minervino Murge, Lavello e forse Ruvo di Puglia).

Lo si trova comunemente anche nell’area di Melfi, sul medio Ofanto (siti di Melfi-Chiucchiari, Pisciolo, Ripacandida, Banzi).

Ma la classe è rappresentata anche nel Tavoliere, nel Gargano, nella valle di Diano, nell’area del Bradano, nel distretto di Bari, nel Salento, in Etruria, nel Piceno e nella valle del Po (fig. 221). Ognuno di questi siti ha restituito però, fino ad ora, solo uno o due esemplari della classe.

Lo stesso vale per i siti della Slovenia: numerosi sono i ritrovamenti del Subgeometrico Sud Daunio I nell’Istria a Nesazio, nella Dalmazia a Nin e nelle zone circostanti. I numerosi esemplari rinvenuti a Nin e a Nesazio, testimoniano il commercio esistente fra l’area del Sud Daunio e la Caput Adriae. Lo scopo principale era l’acquisizione di metalli dalla Slovenia. De Juliis 1978; Yntema 1979.

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