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Subgeometrico Sud-Daunio II B

La cesura fra il Subgeometrico Sud Daunio II A e II B non è netta. Caratteristiche tecniche, morfologiche e decorative indicano che la prima si modificò gradualmente nella seconda.

Tecnica

Gli aspetti tecnici del Subgeometrico Sud Daunio II B sostanzialmente non sono differenti da quelli incontrati nel Subgeometrico Sud Daunio II A. In generale possiamo affermare che la qualità media del Daunio II B è più bassa, e non molto diversa da quella che si ritrova nella ceramica dipinta del sud Italia.

Le attente levigature della superficie comunemente osservate sul Daunio Tardo Geometrico, sul Subgeometrico Sud Daunio I (solo la classe esportata), e sul Subgeometrico Sud Daunio II A, qui normalmente mancano.

Mentre il Subgeometrico Sud Daunio II A sembra produrre solo vasellame bicromo, il Subgeometrico Sud Daunio II B ha una produzione sia monocroma (marrone scuro) che bicroma (rosso e marrone scuro).

Le forme individuate nel Subgeometrico Sud Daunio II B sono:

Forme (Yntema 1990 figg. 243-244)


 Fig. 243-244 Forme dei vasi del Subgeometrico Sud Daunio IIB

 Cronologia

Una datazione puntuale del Subgeometrico Sud Daunio II B è difficile da stabilire. Si è osservato che il limite più basso del Daunio II A (475/450) è basato su un’evidenza piuttosto inconsistente: la tomba più recente con elementi del Daunio II A (Ordona, tomba 4-1973) conteneva anche elementi del Daunio II B, una coppa frammentaria di ceramica coloniale greca di tradizione ionica, e una coppa a vernice nera che Yntema considera una copia coloniale greca di un’originale forma attica.

Basandosi su questa coppa, la tomba, e conseguentemente la transizione dal Subgeometrico Sud Daunio II A al Subgeometrico Sud Daunio II B, può essere datata al 475-450 a.C.

Un gran numero di tombe dimostra che lo stile in discussione continuò ad essere prodotto per tutta la seconda metà del V sec. a.C. Il limite più basso è indicato da una tomba rinvenuta a Salapia la cui datazione sarebbe molto vicina al V sec. a.C.De Juliis 1974, pag. 492, fig. 8-9.. La tomba conteneva, fra le altre cose, ceramica indigena sud daunia decorata con un misto di ornamenti vegetali e geometrici (tipici dell’ultima fase del Subgeometrico Sud Daunio II B), e di un cratere apulo a campana a figure rosse, assegnato al pittore di Dechter.

Questo indica che il secondo quarto del IV sec. a. C. può essere stato un periodo di transizione dallo stile geometrico a quello vegetale. Forse i primi ornamenti vegetali, difficilmente riconoscibili (fig. 245 nn. 4, 25), fecero la loro comparsa ancora prima. Ma fu solo dal 350 a. C. che la valle dell’Ofanto abbandonò gli ornamenti geometrici a favore di quelli vegetaliAbruzzese  1974: Protolistata..

Distribuzione (Yntema 1990, fig. 246)

Fig. 246 Distribuzione della ceramica

 

Si è detto che il Subgeometrico Sud Daunio II A divenne durante il primo quarto del V sec. uno stile di importanza esclusivamente regionale,

Mantenendo questo carattere regionale durante il tardo V sec. e l’inizio del IV sec. a.C., il Subgeometrico Sud Daunio II B è ampiamente presente a Canosa, Canne, Barletta, Minervino Murge e forse Salapia. È raro a Lavello, Pisciolo, Ordona, Ascoli Satriano e Siponto.

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