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Subgeometrico Sud Daunio II A

Si è detto che il Tardo Geometrico Daunio e soprattutto il Subgeometrico Sud Daunio I possono disporre di esempi di vasellame e decorazioni eccellenti.

Ma, accanto a ceramiche di alta qualità, furono prodotti vasi di più modesta qualità nella zona del basso Ofanto, nel distretto di Melfi (Banzi), e probabilmente a Ruvo di Puglia o nei dintorni.

All’inizio del Subgeometrico Sud Daunio II A, la qualità dei vasi e delle decorazioni raggiunge livelli da buoni ad eccellenti.

Ma, questo aspetto non è degno di nota, quando si accetta come dato acquisito che contemporaneamente una produzione di più modesta qualità continuò ad essere realizzata con le caratteristiche della classe Olla su piede per altri due o tre decenni.

Tecnica

Gli aspetti tecnici del Subgeometrico Sud Daunio II A sono identici a quelli del Subgeometrico Sud Daunio I, tranne per il fatto che il colore rosso non è adoperato solo per poche linee sottili (come nel Daunio I), ma anche per larghe bande e motivi geometrici.

Il colore rosso sulla serie A è di solito abbastanza scuro (rosso-violetto), mentre sulla serie B è talvolta più vivo (vermiglio).

Forme (Yntema 1990, fig. 231):

Fig. 231 forme dei vasi del Subgeometrico Sud Daunio II A.

 

Cronologia

Le date che servono a stabilire la durata della classe descritta sono diverse.

In un caso è associata con ceramica dipinta del Bradano Venturo  Rubino 1976, p. 168. e per quel che sappiamo si tratta almeno della nona sepoltura in cui la ceramica del Subgeometrico Sud Daunio II è associata con ceramica greca o ad imitazione di quella greca. Il compito, dunque, di stabilire dei sicuri limiti cronologici per questa classe, sembrerebbe semplice. Ma non è affatto così.

In primo luogo, il valore delle sepolture del nord della Puglia come elemento datante è fortemente in dubbio: le tombe, infatti, possono essere riutilizzate. È il caso  della tomba E da Melfi-Chiucchiari, in Tocco et alii 1976, figg. 4-5.

Inoltre, bisogna sottolineare il fatto che la ceramica greca rinvenuta nelle sepolture del nord della Puglia e dell’area di Melfi è veramente molto simile alle versioni coloniali greche della ceramica di produzione ionica ed attica, per le quali non necessariamente vanno applicate le datazioni della ceramica prodotta in madrepatria.

E poichè gli studi sulla ceramica coloniale greca sono solo agli inizi, qualsiasi considerazione circa i limiti cronologici del Daunio IIA, è comunque limitata.

Restano però otto tombe Si veda  elenco completo in Yntema 1990, p. 257, nota 309. con ceramica del Subgeometrico Sud Daunio IIA associata a ceramica di tipo greco che fanno ritenere, in ogni caso, che vasi con le caratteristiche del Daunio II A siano stati prodotti durante la seconda metà del VI sec. a.C. fino al V sec. a.C.

Segni evidenti della fine di questo stile e dell’inizio del Subgeometrico Sud Daunio II B sono quasi inesistenti. Il Daunio II A deve essere stato prodotto fra il 550/525 e 475/450 a.C.

 

Distribuzione (Yntema 1990, fig. 234)


 
Fig. 234 Distribuzione della ceramica.

Si è detto che la classe Olla su Piede fu distribuita su un ampio territorio. Il Subgeometrico Sud Daunio II A, come si evince dalla mappa (fig. 234), ha avuto diffusione simile, sebbene leggermente meno ampia: è assente infatti in Campania, nel distretto del Bradano, e in Slovenia. Ma questo tipo di distribuzione è più apparente che reale. Infatti, gli esemplari rinvenuti a Nesazio, Pula, Nin, Numana e Cupra marittima, sebbene appartengano allo stile in questione sono molto simili alla classe Olla su Piede. Sono i primissimi esempi del Subgeometrico Sud Daunio II A.

La scomparsa dei prodotti dauni dalla Caput Adriae si è verificata in concomitanza con la comparsa di greci nel Nord Adriatico, nel 525 a.C. circa.Yntema  1979,p. 35..

Così la ceramica daunia ha perso la sua importanza interregionale ed internazionale nel tardo VI sec. a.C. Questo processo è continuato durante il V sec. a.C.

A parte i pochi vasi iniziali, si può affermare che il Subgeometrico Sud Daunio II A si trova attestato nella valle dell’Ofanto e, in modo sparso, nelle aree vicine. Le zone di provenienza sono: Lavello, Minervino Murge, Canosa, Canne e Barletta per il basso Ofanto, Banzi, Melfi- Chiucchiari, Leonessa e Pisciolo nel Melfese, Ascoli Satriano, Ordona, Salapia, Siponto e San Severo per il Tavoliere, San Giovanni Rotondo nel Gargano, Altamura e forse Ruvo di Puglia e Bitonto.

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