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IL SETTORE ORAFO IN ITALIA

 Introduzione

Questa prima parte della ricerca è diretta al settore orafo, che rappresenta uno dei comparti più importanti dell’economia e dell’export del nostro paese, capace di produrre oggetti meravigliosi, universalmente riconosciuti, in grado di regalare gioia a chi li possiede e benessere a chi li produce, grazie alla competenza tecnologica e alla capacità di coniugare la produzione industriale con il  gusto del bello. 

Obiettivo di questa sezione della ricerca non è solo quello di fornire un quadro di riferimento del settore, ma anche quello di andare a capire la radice del vantaggio competitivo costruito dal comparto orafo, vantaggio tanto più notevole se si pensa alle condizioni economiche dell’Italia rispetto a quelle di altri paesi europei, (come il costo della manodopera), ottenuto grazie  a un  mix di perizia nella produzione, gusto stilistico e organizzazione settoriale.

E’ risultato particolarmente complesso inquadrare quantitativamente il settore orafo a causa dell’insufficienza o della scarsa qualità delle fonti informative disponibili e accessibili.

La letteratura esistente sul settore, attentamente valutata e analizzata, non è risultata esauriente in quanto, data la sua particolarità, l’attività è circondata da un notevole grado di riservatezza da parte degli operatori, i quali, tradizionalmente, non sono molto avvezzi a fare confidenze né sulle caratteristiche operative delle proprie aziende, né sulle principali variabili competitive che li riguardano.

A parte i dati ufficiali provenienti da fonti come i censimenti ISTAT, ormai troppo vecchi per poter fornire indicazioni rilevanti per comprendere l’attuale momento, informazioni più attuali sono state recuperate da fonti diverse, di provenienza o affidabilità incerta, che forniscono spesso dati incompleti o contrastanti, ma che ci permettono comunque di poter tentare una ricostruzione del profilo quali-quantitativo del settore.

Abbiamo anche scelto di condurre alcune interviste a operatori del settore, per poter conoscere direttamente una realtà significativa, ma evitata da studi e ricerche sistematiche, non solo perché frammentata eccessivamente, ma anche perché non ha mai brillato per trasparenza: l’alto valore unitario dei beni prodotti costituisce un incentivo a operare fuori dai confini della legalità, generando un mercato parallelo non quantificabile.

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