
CONCLUSIONI
Cercando di trarre alcune considerazioni sulla situazione del settore, possiamo
affermare che si tratta di una realtà dalle dimensioni contenute, se comparata
ad altri settori dell’artigianato tradizionale.
Il livello tecnologico delle imprese prese in considerazione è adeguato,
se si considera che stiamo parlando di un settore non particolarmente propenso
all'innovazione; il valore aggiunto si forma non sulle economie di scala,
quanto piuttosto sulla qualità del lavoro e sulla capacità di intercettare
il mercato.
Sul mercato mondiale il prodotto italiano si colloca in una serie di nicchie
che sono e possono sempre più essere difese con sagacia da alcune aziende.
Stabilizzare la presenza del prodotto su di un mercato internazionale non
sempre in grado di coglierne le qualità intrinseche è la sfida principale
che queste imprese devono affrontare.
I sistemi di impresa di alcune regioni italiane, come la Toscana, la Sicilia
e la Puglia, sono caratterizzate dalla tipologia di prodotto, dalla caratteristiche
della produzione, dal riferimento a particolari simbologie artistiche, culturali
e storiche aventi, radicamenti locali e dal rapporto con specifiche nicchie
di mercato composte da consumatori informati.
Le possibilità di maggiore caratterizzazione e differenziazione di questo
artigianato sono identificabili nel rapporto tra produttore, prodotto e ambiente.
Più il mercato è "anonimo", maggiore è l'influenza della variabile
prezzo; minore è la riconoscibilità del luogo di produzione, maggiore la standardizzazione
del prodotto, sottoposto ad un confronto sempre più vasto.
Al contrario, più il mercato è segmentato in nicchie, informato sulle specificità,
composto da un consumatore preventivamente orientato, maggiore è il ruolo
della identificazione del luogo d'origine, cioè, quanto più il prodotto è
di qualità, ossia estensibile la competizione di prezzo (i beni sono meno
confrontabili fra loro), più agevole è l’operazione di caratterizzazione del
radicamento locale del prodotto.
Si tratta quindi di rendere riconoscibile il radicamento locale del prodotto,
perché ciò fa aumentare il valore del bene, rendendolo tendenzialmente "unico",
qualificandolo di fronte ad un consumatore che " vuole scegliere"
prodotti personalizzati, espressione di un luogo preciso, con specifiche caratteristiche
artistiche, storiche e culturali.
E' un'operazione anche d'immagine che, però, deve essere fatta portando
in alto il prodotto e le caratteristiche del luogo; il rischio sempre presente
è quello di una "banalizzazione" della capacità simbolica del luogo
quando questo è impresso nell'immaginario collettivo di un mercato che rimane,
però anonimo. Questo processo di "banalizzazione" dei luoghi trascina
con sé quella dei prodotti, che si standardizzano, perdono quella "unicità"
che sola può fornire loro una effettiva differenziazione di mercato e di consumatore.
Il recupero in alcuni casi, la valorizzazione in altri, delle peculiarità
distintive dei prodotti, in base ai "luoghi d’origine" , è un'operazione
complessa di "costruzione" di un particolare mercato che deve evitare
sia la banalizzazione verso il basso, sia lo spostamento verso élites marginali
che richiedono una accentuata personalizzazione dei prodotti e delle metodologie
di fabbricazione.
Se le indicazioni avanzate sin qui riflettono la volontà di recuperare, valorizzare
e trasformare in occasioni di mercato e di potenzialità la tradizione delle
professioni, delle forme, della cultura e della storia dei diversi "luoghi",
allora, l’artigianato artistico è anche un potente strumento di innesto di
questa tradizione in una avanzata innovazione di processi, materiali, forme,
messaggi e simbologie artistiche e culturali.
L'artigianato artistico è la forma imprenditoriale più adeguata allo sviluppo
delle "nuove tendenze" delle forme, di ricerca sui materiali, di
innovazione tecnologica nei processi.
E' un fenomeno tutto da valutare nella sua consistenza attuale, ma più ancora
nelle sue potenzialità di sviluppo.